opera nera revelationEtichetta: Useless
Tracce: 9 – Durata: 41:28
Genere: Metal 
Sito: operanera.com
Voto: 7/10 

La compagine napoletana denominata Opera Nera, si apre sempre più al mercato internazionale perché riesce sempre a cogliere i suggerimenti del pubblico appassionato di “rock duro” che, mai come in questo periodo, amoreggia con le derive e le tematiche del progressive.
Revelation, nella miglior tradizione proprio del rock progressivo, è un album concept che segue una vera e propria linea narrativa. La band fa un’operazione piuttosto riuscita, sebbene non del tutto inedita, volta a interrogarsi sui rapporti mistici degli esseri umani, scomodando il Divino e “accusandolo” di non averci saputo consegnare quell’amore che le sue Scritture citano ad ogni piè sospinto.
Mai blasfemo, quanto semmai cinico, il disco si prende la libertà di usare le parole della Bibbia e della Messa cattolica per muovere un po’ di biasimo nei confronti di chi predica bene ma razzola male.
I titoli delle tracce non lasciano adito a dubbi (Kyrie, Gloria, Credo, Benedictus…) e le strutture di brani sono campionari di storia del rock che tradiscono principalmente l’inequivocabile amore per Black Sabbath (ma anche per Anthrax, Deftones, Pantera e Faith No More) sebbene, in questo giro, si “macchi” volentieri di quel rock sinfonico che negli anni ’70 aveva portato un po’ di novità nelle sonorità del pop (soprattutto) inglese. Il lungo finale di Gloria, in questo senso, parla da solo, citando Genesis, PFM e EL&P con orchestrazioni possenti, cambi di tempo e aperture melodiche squisitamente confezionate. Credo sfoggia ritmi punk, controtempi hard e ostinati classici del heavy metal per un perfetto bignami del rock distorto in soli due minuti e quaranta. Il disco si snoda quasi tutto su queste divagazioni che, assieme al tema del concept, rendono alla perfezione tutte le contraddizioni della relazione uomo-dio.
Al quintetto originale (Carrino, Napolitano, Pacella, Spada, Spigno) si aggiungono la splendida voce di Loretta Moretto e il contrabbasso di Alfonso Gomez Caddeo nella conclusiva ballata acustica ITE, Juan Marube e Alfonso Bruno rispettivamente alla voce e Baklava su Agnus Dei Miserere e Gabriele Ciaccia che suona le tastiere su Gloria.
Una linea musicale certamente poco incline al mainstream ma con un pubblico ricettivo e curioso, assieme a una  produzione veramente di alto profilo e una pronuncia inglese impeccabile, fanno di Opera Nera e Revelation, una delle cose più facilmente esportabili del nostro Paese.
Non fate finta di niente.