bonobo_fragments_CDEtichetta: Ninja Tunes
Tracce: 12 – Durata: 51:21
Genere: Pop, Elettronica
Sito: bonobomusic.com 
Voto: 6/10

Simon Green, sulle copertine dei dischi Bonobo, giunge al settimo album di una discografia che, come per molti altri musicisti che gravitano nel suo ambito musicale, comprende molte altre uscite e collaborazioni.
Fragments si configura come un lavoro di rifinitura sui suoi consueti metodi operativi e porta a un prodotto versatile capace di collegarsi agli ambienti della world music (Rosewood, con rimandi all’Alan Lomax celebrato da Moby e Otomo, spruzzato di Voix Bulgares), della EDM più mainstream  del singolo Shadows (dal retrogusto kraut/munich) fino alla soul music moderna di Tides con la voce magnifica di Jamila Woods.
Tutto bene, dunque sebbene Fragments rischi ogni tanto di apparire poco sorprendente, sembrando il risultato di un lavoro di routine che, in questo senso, lascia un tantino insoddisfatti.
Perché, se è vero che dopo qualche ascolto emerge la classe con cui Bonobo riesce ad amalgamare un’infinità di influenze e informazioni con le sue consuete trame melodiche, l’armonia generale dell’album fa un po’ fatica a superare il muro della confezione, svilendo l’efficacia e l’emotività.
Green ha dichiarato che, complici i mesi di confinamento del Covid-19, ha cominciato ad appassionarsi ai sintetizzatori modulari e infatti ne troviamo spesso traccia nella scaletta e, sebbene non si sia fatto mancare nemmeno la possibilità di lavorare con quartetti d’archi e musicisti di diversa estrazione (O’Flynn, Jordan Rakei, Joji…), è probabile che questo tempo passato a “studiare” e ricercare, abbia finito per influire sulla creatività che, pur rimanendo abbondantemente sopra la soglia media, mostra prima la tecnica dell’emozione, risultando un po’ troppo cerebrale.