caprisongsEtichetta: Young Turks / Atlantic
Tracce: 17 – Durata: 48:10
Genere: Mixtape
Sito: fkatwigsofficial.com
Voto: 8/10

Caprisongs, sebbene annunciato come tale, non è un vero mixtape perché di esso ha più l’aspetto che le caratteristiche. Diciamo che FKA twigs ha confezionato un album di tutto rispetto usando i tòpoi classici degli unofficial (rumori e dialoghi “fuori scena”, abbozzi e strumentali) per un risultato che esce brillantemente confidenziale, con una produzione che punta “a togliere” al servizio di un ascolto appagante e variegato.
La tipicità delle composizioni di Tahliah Debrett Barnett ha qualcosa di estremamente fisico e viscerale capace di portarci con totale nonchalance in ambienti afrobeat di Jealousy (con Rema) flirtando con la trap su Tears in The Club (feat. The Weeknd) e sconfinando perfino in ambiti reggaeton  di Papi Bones, (con Shygirl) prima di ribadire la passione per il più raffinato R&B in Careless in duetto con Daniel Caesar.
FKA twigs è probabilmente la più efficace tra gli outsider dell’attuale panorama mainstream, sempre perfettamente “in parte” nella sua competenza sia in materia di “mercato” quanto di moderni linguaggi di comunicazione. Riesce a sperimentare nel momento stesso in cui realizza le sue canzoni più pop e stravolge i canoni delle linee melodiche più orecchiabili aggiungendo effetti sorpresa e azzardi di arrangiamento che sembrano provocatori solo fino al momento in cui ci ritroviamo a comprendere la loro efficacia.
A livello di tematiche Caprisong si snoda tra elucubrazioni motivazionali e riflessioni esistenziali che non mancheranno di creare empatia con il pubblico che attraverso le sue parole (e il modo di pronunciarle) saprà riconoscersi e trarre ispirazione per superare le insidie e le prove dell’esistenza.
Vista l’abbondanza di tracce, l’album non appare mai pesante, aiutato da una ricchezza di direzioni e di contributi davvero sfaccettati e multiformi che, oltre ai featuring già citati, annovera un nugolo di presenze che va con grande naturalezza da El Guincho ad Arca, passando per Mike Dean e Warren Ellis.