vedder_heartlingCDEtichetta: Seattle Surf
Tracce: 13 – Durata: 48:03
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook
Voto: 6/10

Il nuovo disco solista di Eddie Vedder è un discreto album pop rock, concepito e prodotto con le caratteristiche che valorizzano le potenzialità vocali del frontman dei Pearl Jam, sancendone ufficialmente l’ingresso (più che meritato) nell’ambito degli intramontabili del rock.
Chissà se è questa la ragione ma di certo è sintomatico che a dare man forte a Vedder, su Earthling, ci siano figure storiche come un Elton John in grande spolvero (Picture), Stevie Wonder e la sua armonica (Try) e il buon vecchio Ringo Starr che celebra la sua beatletudine su un brano in cui non poteva esserci che lui (Mrs.Mills).
Eddie affronta un range molto ampio di inclinazioni, dal blues al punk, dal folk al pop cercando di mettere in primo piano la sua personalità.
Ciò che esce, senza nulla togliere a una timbrica sicuramente iconica, è qualcosa di bizzarramente rigido perché Vedder affronta tutto allo stesso modo, dalle power ballad (Invincible, The Haves…) ai grintosi inni punk (Rose of Jericho, Try, Power of Right…), rimane indelebilmente legato al fraseggio che lo ha reso celebre, come se volesse applicare un suo sigillo a qualcosa di più ampio.
Oh, nessuno fraintenda, Eddie Vedder è probabilmente il vocalist più dotato tra tutti quelli del glorioso periodo grunge, con una timbrica e uno stile veramente inconfondibili. E però l’unicità non è sempre facile da gestire perché è sempre a rischio di trasformarsi in un limite.
Perché se nei sui lavori con l’ukulele il problema sembrava lo strumento, qui ci si rende conto che, nonostante la grande offerta di ambientazioni, strumenti, musicisti e colori, la voce si impone come conduttore principale dell’album, riuscendo a mettere in scena una monocromaticità che ci spinge con fatica fino all’ultimo brano in scaletta.
Presi uno ad uno i brani non sono male, sono onesti e ben confezionati, al servizio del sincero impegno di un cantante di San Diego che architetta il resto della sua carriera dimenticando le rabbie giovanili per affrontare le urgenze e le priorità di un miliardario di quasi sessant’anni con un indiscutibile talento.