karakaz_carneEtichetta: Epic/Sony
Tracce: 7 – Durata: 22:36
Genere: Pop Rock
Sito: Instagram, Twitter
Voto: 7/10

Se abbiamo imparato qualcosa dai Måneskin è sicuramente il fatto che non si possono sottovalutare né avere pregiudizi sui TalentShow.
Per questa ragione ho deciso di affrontare i vari lavori dei concorrenti usciti della più recente edizione di X Factor e devo dire che, tra tutti, Carne di Karakaz è quello che mi ha maggiormente colpito.
Michele Corvino ha realizzato un breve album nel quale, dopo l’esperienza con Rkomi, ha scelto di misurarsi efficacemente con testi scritti in italiano e, va detto, un certo talento è innegabile. Nei pezzi portati in gara nello show di SKY, si esprimeva sempre in un (pur persuasivo) inglese che lo rendeva un tantino provinciale. In italiano, invece, la sua grana noise-pop acquista una identità difficile da riscontrare nel nostro mercato maggiore.
Carne si muove su terreni molto acidi, con sonorità mutuate dall’industrial rock mainstream degli anni ’90, tra Nine Inch Nails e Marylin Manson, ma efficiente nell’opera di adattamento a un linguaggio comprensibile per i ragazzi di oggi, con tematiche anche un po’ adolescenziali (che altro dovrebbero esprimere??) ben computate e interpretate con sincerità.
Sette pezzi veloci, per una durata di poco superiore ai 20 minuti, che sono stati scritti, arrangiati e prodotti da Corvino assieme a Luigi Pianezzola (che in TV vedevamo nelle vesti di bassista nelle esibizioni di Karakaz) che sorprendono per l’indirizzo davvero poco consueto nell’ambito della musica giovanile attuale.
Non so quanto sarà efficace nella risposta del pubblico ma credo che un disco come questo non vada sottovalutato e meriti un ascolto attento.