THE-HELLACOPTERS-eyes-of-oblivionEtichetta: Nuclear Blast
Tracce: 10 – Durata: 34:32
Genere: Rock
Sito: Facebook, linktr.ee/thehellacopters
Voto: 7/10

Band sanguigna e consapevole del proprio intento, gli svedesi The Hellacopters tornano nei negozi a 14 anni dal precedente Head Off con Eyes of Oblivion, un disco di brillante rock’n’roll declinato in tutte le sue più eccellenti manifestazioni.
La doppietta iniziale, Reap a Hurricane / Can it Wait, esprime in pochi minuti l’intento granitico non solo del disco ma anche della stessa band che sa esprimersi con spavaldi riff distorti volti a evocare tanto i Nirvana quanto i Black Sabbath.
Il frontman Nicke Andersson è stato una figura determinante per la scena death-metal degli anni ’90 coi suoi Entombed ma è con i Copters che ha saputo sviluppare un gusto eccellente per il rock veloce e melodico che mette insieme punk, glam, fuzz e metal con impavida attendibilità.
La granitica forza dei brani del disco prende all’istante, nascondendo qualcosa di molto meno superficiale di quanto appaia al primo ascolto. 
I guizzi blues di So Sorry I Could Die, le scorribande glam di A Plough And a Doctor o The Foil Soldier, hanno qualcosa che spinge Suzie Quatro e Gary Glitter in direzione grunge. Lo swing naturale della loro formazione è la chiave vincente che tradisce una passione vera per questo genere e che, senza inventare niente, riesce a mettere in mostra qualcosa di estremamente sincero.
Come molte altre rock band del panorama attuale, si esprimono in libertà grazie a un istinto innato e credibile che è la condizione prioritaria per suonare una musica così connotata. Eyes of Oblivion non è il disco destinato a solcare un punto di svolta nella storia del rock’n’roll ma sicuramente restituisce grandi soddisfazioni a chiunque abbia voglia di una scarica di adrenalina potente, divertente e contagiosa.