once_beach_bEtichetta: Bella Union
Tracce: 18 –  Durata: 84:00
Genere: Dream Pop
Sito: beachhousebaltimore.com 
Voto: 8/10

Prima dell’uscita fisica, Once Twice Melody è stato suddiviso in quattro capitoli pubblicati in streaming a distanza di un mese l’uno dall’altro con lyric video molto suggestivi. Un’operazione buffa, probabilmente volta a rendere fluido l’ascolto di un’opera effettivamente corposa che però ha nella sua lunghezza una delle caratteristiche più efficaci.
Beach House non sono mai stati avvezzi a soluzioni sbrigative, il loro dream-pop necessita di dedizione e di costanza e a frammentarlo non gli si rende giustizia anche se, mi rendo conto, l’idea era volta ad agevolare la frenesia dei nostri tempi, chiamiamola così.
Ciò detto, l’ottavo disco dei Beach House è anche il primo in cui il duo di Baltimora  prende in mano le redini del progetto, producendo autonomamente tutto il lavoro e quindi assumendosi anche le responsabilità di ogni decisione editoriale. once_beach_w
Registrato tra Baltimora e Los Angeles con il supporto di Alan Moulder (al missaggio), Once Twice Melody rimane fondamentalmente molto fedele alla linea artistica dei Beach House e non propone particolari stravolgimenti nell’offerta. Il loro suono pastoso e avvolgente in questa occasione appare ancora più carico, grazie agli arrangiamenti degli archi (David Campbell) che appaiono come l’elemento portante di molte delle canzoni del pacchetto.
L’aspetto più strettamente pop-rock si manifesta con l’uso della ritmica e delle chitarre che si adagiano con misteriosa sospensione nei pertugi di trame armoniche fitte e dense. Le atmosfere si tingono spesso di nuance crepuscolari, sostenute da arpeggi lontani e flebili tessiture che conferiscono ai pezzi il distintivo aspetto onirico della musica dei Beach House.
Sicuramente si tratta di un album ambizioso che al sottoscritto suggerisce un aspetto recondito di transizione; un po’ come se Victoria Legrand e Alex Scally stessero tirando le fila dell’operato fino a qui, svuotando i cassetti della conoscenza acquisita per far posto a una nuova fase, foriera di molte sorprendenti novità.
Ma, prima di parlare del futuro, restiamo nel presente e concediamoci un’ora e mezza da dedicare a un disco che sa crescere proprio durante l’ascolto, combinando soluzioni muscolose e inossidabili con sensazioni di soffice fluidità.
Voci, strumenti, parole e suoni, si muovono in un tornado di gratificante stratificazione che, ancora una volta, non saprà lascarci indifferenti.