ewb_CDEtichetta: Bella Union
Tracce: 7 – Durata: 44:00
Genere: Space Rock
Sito: spiritualized.com
Voto: 6/10

Sette brani in 44 minuti è un dato che rende evidente un fatto: i brani del nuovo Spiritualized sono un po’ troppo lunghi. Il ché non è un difetto a prescindere ma proprio nello specifico di  questi brani.
Everything Was Beautiful, infatti, sembra essere la perfetta incarnazione del pensiero di Jason Pierce, vale a dire quello della musica come panacea di ogni male, che si manifesta visivamente con le copertine farmaceutiche e uditivamente con un’orecchiabilità che, come solo gli inglesi sanno fare, non cede mai il passo alla banalità.
E però, sì, questo gusto super-pop ha bisogno di regole rigide, prima tra tutte la concisione: non si può né si deve allungare il brodo di una canzonetta perché il rischio è quello di snaturarne l’immediatezza, rendendola fastidiosamente autocompiaciuta: troppo ripetitiva, troppo stucchevole, troppo noiosa, in sole due parole troppo lunga. E qui, ahinoi, la sensazione che si sia allungato il brodo è percepibile in svariate occasioni, sette per l’esattezza, una per pezzo.
Posto che il difettone del disco è questo e solo questo, possiamo anche dire che in realtà le canzoni ci sarebbero pure, la scrittura è la solita grande dimostrazione di capacità di spaziare dall’anthem-rock (The A Song) al country & western (Crazy) con la disinvoltura concessa solo ai più grandi.
Let it Bleed ruba il titolo agli Stones ma si manifesta più come un bluesaccio à la Zeppelin che incrocia Iggy Pop (a cui il brano è dedicato) con Nick Cave.
Il pezzo da novanta è quello che chiude il disco (It’s Coming Home Again), forse l’unico per il quale un minutaggio elevato appare sensato (anche se bastavano sette dei quasi dieci minuti) per la sua composizione bislaccamente variegata, che aggiunge un coro gospel a un assolo di chitarra acida lasciando la ritmica marziale avanzare sinuosa in sottofondo.
Rimane quel problema. Con un editing sensato forse l’album avrebbe avuto più la dimensione di un EP e capisco che appaia un po’ meno prestigioso presentarsi con un EP a quattro anni dal disco precedente ma… forse avremmo avuto un eccellente EP al posto di un discreto LP.