airSaultEtichetta: Forever Living Originals
Tracce: 7 – Durata: 44:23
Genere: Nu Classical
Sito: sault.global 
Voto: 7/10

Sesto album in tre anni per il collettivo britannico Sault, Air è un disco orchestrale, molto ambizioso tanto per sonorità quanto per le tematiche affrontate che, come sempre, pescano dall’attualità per divagare verso orizzonti altri che in questa occasione puntano il dito sulle complicazioni dell’ambiente e dei disastri commessi dal genere umano. Stavolta, però, non ci sono testi e il disco si arroga il compito di illustrare le derive del Pianeta unicamente attraverso il pentagramma.
Composto da sette brani regolati da armonie ardite, con cori polifonici e arrangiamenti di grandi ensemble, Air si discosta nettamente dai dischi precedenti e si configura come un elemento di rottura che, probabilmente, scontenterà una parte de pubblico.
Un lavoro sperimentale, in questo senso forse non il più riuscito dei Sault, fatto di corposi crescendo di archi, ottoni e cori polifonici che ambisce a mettere in scena qualcosa tra l’apocalittico e il rassegnato, lasciando l’immaginazione del pubblico come unico appiglio di interpretazione.
Ci sono rimandi tanto a György Ligeti e Antonín  Dvořák quanto a Scott Walker e Brian Eno ma anche qualcosa di strettamente inascoltato e evocativo. Certamente la solennità delle composizioni non lascia adito a dubbi e il panorama evocato e tutt’altro che rassicurante. Il disco si muove come una specie di provocazione, concedendo aperture magnifiche che virano repentinamente in una devastante ottusità espressiva. Corni e arpe si mescolano alle grida di dolore di un mondo esangue che appare confinato in un ineludibile discioglimento.
Forse resterà un episodio anomalo nella storia dei Sault, forse diventerà il primo passo verso mondi musicali differenti ma senza alcun dubbio Air è l’ennesima prova della modalità affascinante che la misteriosa combriccola guidata da Inflo ha di tenere alta la nostra attenzione.