olsenCDEtichetta: Jagjaguwar
Tracce: 10 – Durata: 46:48
Genere: Pop Rock, Folk
Sito: angelolsen.com 
Voto: 7/10

Il sesto album in studio di Angel Olsen, prodotto dalla stessa assieme a Jonathan Wilson, mette in luce, più di quanto fino ad oggi la cantautrice avesse avuto modo di fare, l’amore e il rispetto per la musica americana, dal blues al folk con tutti gli incroci e le declinazioni del caso, country, bluegrass, soul, jazz…continuate voi.
Big Time è un lavoro che sembra indirizzato alla “salvaguardia” di quella musica popolare che ha influenzato praticamente tutto lo scibile della canzone moderna ma, a fare la differenza, in questo disco c’è una liberata ispirazione che trae linfa da un momento intenso nella vita di Olsen costretta in poco tempo a un repentino turbine di emozioni contrastanti: prima una storia d’amore coincidente con un salvifico coming-out e poi  la perdita, a pochi mesi l’uno dall’altro, di entrambi i genitori. E se un artista ha bisogno di scosse emotive per accendere la creatività, qui è arrivato un terremoto a fare un piccolo miracolo nel flusso creativo dell’autrice che concede dieci deliziose canzoni di sapore classico, senza smanie né pretese. Angel Olsen le ha intrise nel sudore e nel sangue della musica americana per raccontare storie ispirate alla propria esperienza personale ma anche osservando il mondo con le sue contraddizioni e meraviglie. La conclusiva Chasing The Sun e This is How it Works sono gli episodi che principalmente raccontano il dolore della perdita, Big Time quella che più di altre, illustra l’eccitazione per la rinascita e la scoperta di sé… Poi ci sono immagini, racconti, colori e parole che aprono scene e scenari universali.
Insomma, un disco che mette in luce una creatività fieramente genuina, con Olsen che si offre con onestà, senza le sovrastrutture ingombranti di certi numeri del passato e con la chiave musicale più vicina possibile al suo mondo e alla sua gente, con slide guitars, rullanti spazzolati e una voce finalmente libera da impostazioni che la rendono definitivamente comunicativa.

Il disco è accompagnato da un cortometraggio dallo stesso titolo diretto da Kimberly Stuckwisch che vedete in calce.