stereo8-aIl formato Stereo 8 è stato, sia pure bizzarramente, un fortunato supporto fonografico diffuso negli anni ’60 e ’70 del XX secolo in particolare per l’utilizzo in automobile.
Rispetto alle oggi più note audiocassette, si presentava come un oggetto piuttosto ingombrante che veniva venduto privo di scatola di protezione, con la cartuccia che riproduceva la grafica e i “programmi” direttamente su un’etichetta incollata in superficie.
stereo8-apertaLa particolarità tecnica di queste cassette era un nastro da 1/4 di pollice che scorreva a 9,5 cm/s a ciclo continuo. Era una bobina avvolta ad anello che veniva sfilata dal centro per passare negli organi di trascinamento, quindi dalle testine di riproduzione e infine riavvolto all’esterno della bobina stessa. Il nastro conteneva quattro programmi stereofonici (vale a dire otto tracce totali, da cui il nome) selezionabili attraverso il lettore.
Per questa ragione, molto spesso, le tracklist degli album venduti su questo supporto, venivano modificate in modo che ogni programma avesse più o meno la stessa durata. Se non si interveniva sulla pulsantiera del lettore, il nastro iniziava la riproduzione partendo dal “programma 1” e proseguiva in ordine con gli altri tre, per poi ripartire da capo. Senza una suddivisione bilanciata dei tempi delle canzoni, la pausa di silenzio tra un programma e l’altro sarebbe potuta essere fastidiosamente eccessiva.
Nata in USA nel 1965 col nome di 8-track, su un progetto dell’imprenditore Bill Lear dell’azienda LearJet, venne commercializzata a partire dal 1965 e in seguito supportata da una campagna promozionale della Ford che proponeva in regalo il lettore di cartucce su tutte le vetture immatricolate nel 1966.
stereo8-autoradioIn Italia arrivò nel 1967 grazie alla Voxon che lanciò una gamma di lettori per auto denominata Sonar ma, nonostante un certo riscontro iniziale, cominciò presto a subire la concorrenza delle audiocassette, più pratiche e maneggevoli, causandone la repentina sparizione dal mercato.
Già nella seconda metà degli anni ’70, il declino fu evidente e sebbene tutte le etichette di casa nostra avessero in catalogo il formato Stereo 8 delle proprie uscite discografiche, la diffusione iniziò a diradarsi fino al 1983, quando venne deciso di abbandonare definitivamente la produzione.
DSCF1668Sebbene fosse relegata principalmente all’uso in auto, sono stati prodotti anche del lettori domestici, sia portatili che da inserire nel rack dell’Hi-Fi ma, in quel caso, il fallimento fu ancora più accentuato. Questi dispositivi erano per lo più dei lettori perché il concetto di “registrazione domestica” arrivò solo molti anni più tardi. In effetti esistevano delle macchine predisposte alla registrazione delle cartucce ma erano poco diffuse oltre che costosissime. Anche su questo fronte, la rapida diffusione di registratori di audiocassette, riuscì presto a superare in gradimento quello di queste ingombranti cartucce.