bootleg_dylanIl termine Bootleg deriva dall’inglese e identifica la “gamba dello stivale”. Dal momento che nel passato  era quello il posto preferito dai ladruncoli per nascondere la refurtiva di piccoli oggetti rubati in empori e esposizioni, il termine oggi identifica sia l’azione del contrabbandare che l’oggetto contrabbandato.
In Italia il termine è diventato di uso comune per indicare un album discografico prodotto, distribuito o commercializzato, non necessariamente a fini di lucro, senza l’autorizzazione del detentore dei diritti.
Un bootleg contiene una registrazione non autorizzata, molto spesso concerti dal vivo, con la caratteristica di essere inciso in maniera non professionale, attraverso microfoni e dispositivi amatoriali, in taluni casi al limite dell’inascoltabile e, di conseguenza, rivolti allo stretto giro dei fan più agguerriti. Naturalmente non ci sono regole e, nell’arco degli anni, ai molti bootleg caratterizzati da un suono pessimo o coperto dal frastuono del pubblico, si sono affiancate molte registrazioni di qualità eccellente, effettuate collegando un registratore al banco del mixer della sala da concerto, con la complicità del fonico.
Sebbene la forma più comune del supporto sia stata l’audiocassetta, per la facilità di produrle in casa, sono moltissime le edizioni di bootleg su formati più illustri come il disco in vinile o il Compact Disc.
Proprio per le caratteristiche carbonare della distribuzione di questi dischi, non è facile stabilire quale sia il primo della storia ma si tende a conferire questo titolo a Great White Wonder di Bob Dylan, uscito nel 1969 e contenente alcune session di prova che Dylan incise con The Band. Il titolo (La grande meraviglia bianca) deriva dal fatto che il disco era stato distribuito con una copertina completamente bianca. Il suo successo si evince dal fatto che ne vennero fatte numerosissime ristampe e, dopo qualche mese sulla candida copertina era cominciato ad apparire anche il titolo, riprodotto con un timbro. Il suo successo costrinse presto la Columbia/CBS a realizzare una edizione ufficiale di quelle registrazioni che nel 1975 presero forma nell’album Kum_BackThe Basement Tapes.
Se sia il primo della storia o meno, non ha importanza poiché GWW scatenò un enorme interesse tra il pubblico dei giovani e diede il via a un mercato sotterraneo nel quale era diventato possibile trovare album con registrazioni pirata di grandi star tra cui anche il celebre Kum Back dei Beatles, sempre del 1969 contenente la versione embrionale dell’album Get Back, abortito in favore di Let it Be e recentemente reso ufficiale nel cofanetto celebrativo per il suo 50° anniversario.
L’avvento della musica liquida, degli mp3 e dei filmati amatoriali, caricabili da chiunque su Internet, ha cambiato moltissimo il senso dei bootleg che oggi non contengono registrazioni scadenti di concerti ma demo di alta qualità o live di registrazioni storiche o inedite.
Il mercato discografico è cambiato radicalmente e anche queste piccole produzioni pirata hanno perso molto del loro significato. Oggi è possibile trovare in rete le registrazioni, sia amatoriali che professionali, di qualsiasi evento live, già qualche ora dopo essere avvenuto.bootleg_stones

Oltre a quelli del 1969 di Dylan e Beatles citati prima, altri storici bootleg da milioni ci copie sono Live’r Than You’ll Ever Be di The Rolling Stones, sempre del 1969 e registrato dal mixer durante un concerto a Oakland; Smile di The Beach Boys, l’album perduto del dopo Pet Sounds, apparso per la prima volta nel bootleg_clash1983 e al quale sono seguite decine di ristampe e riedizioni; Metallic KO di The Stooges, ultimo show della band di Iggy Pop prima della reunion del 2003 che si dice sia il disco più venduto di The Stooges; Rat Patrol from Fort Bragg di The Clash, album di session di lavorazione per l’album che sarebbe diventato Combat Rock e il celebre Black Album di Prince, Bootleg_Smileil disco annunciato e poi cancellato dal genio di Minneapolis che uscì in formato unofficial, probabilmente con la complicità dell’autore stesso, all’epoca (1987) in lotta con la casa discografica. Il bootleg è praticamente identico alla versione ufficiale uscita nel 1994 perché di fatto era lo stesso identico disco, inciso in studio e destinato alla vendita nei canali ufficiali. Questi sono solo un piccolo esempio, bootleg_stoogesla lista sarebbe lunghissima e piena di nomi illustri, dai Pink Floyd a Bruce Springsteen, dagli U2 ai Genesis.
Uno dei meriti indiscussi dei bootleg è rappresentato dal fatto che, molto spesso, le case discografiche si sono trovate nell’esigenza di pubblicare ufficialmente alcune registrazioni che stavano circolando in maniera carbonara, donando ad esse il prestigio e la cura che i dischi pirata non riuscivano a restituire. Tra gli esempi più famosi Live in NYC dei Portishead e Unplugged di Paul McCartney (che generò una vera e propria collana in collaborazione con MTV).