thasup_CDEtichetta: Sony Music
Tracce: 20 – Durata: 55:02
Genere: Pop, Trap, Rap, Nu-Soul
Sito: YouTube
Voto: 8/10

Posto che C@ra++ere s?ec!@le (Carattere speciale) pecca di un veniale eccesso di generosità per un timing che si poteva tranquillamente ridurre di una decina di minuti rinunciando a qualche eccesso, è piuttosto chiaro che tha Supreme (che qui si firma thasup) è un giovane, classe 2002, sempre più da tenere d’occhio come uno dei più originali produttori del nostro Paese capace di stare al passo col panorama internazionale (e a volte anche di superarlo in qualità).
thasup_LPDavide Mattei, così all’anagrafe, è un talento naturale, puro, che fa parte di quella schiera di artisti nati lontano dalle scene che sanno come palare ai coetanei, conoscendone le modalità di espressione e affidandosi a un linguaggio inedito, quasi un codice, che sembra richiedere molta dedizione ma che invece sa arrivare al punto rapidamente e nell’unico modo possibile.
In questo giro, appare evidente il tentativo di allargare il bacino di utenza con featuring di varia estrazione che, a fianco a “prevedibili” come Salmo, Coez, Sfera, Rondodasosa e la sorella Mara Sattei, vengono schierati Pinguini Tattici Nucleari, Tananai, Rkomi e Tiziano Ferro, tutti straordinariamente in parte.thasup_casetta
Grande creatore di sequenze ritmiche inedite e sorprendenti, nel “beat” thasup ha riposto il segreto del suo suono che riesce a combinare le atmosfere della trap con generi diversissimi, dal reggae al rock, dal blues all’hip-hop, dal elettropop alla techno. Nelle liriche, invece, ha trovato il modo di mettere in scena qualcosa di splendidamente contemporaneo che lascia al palo chiunque non abbia voglia di sforzarsi per capire quanto la canzone italiana necessiti di soluzioni creative e fresche come queste.
Perché fermarsi a criticare (ancora!) l’uso smodato dell’autotune ormai fa venire in mente chi, negli anni 70, criticava la chitarra distorta. thasup, anche in questo, comincia a fare scuola, impostando la sua produzione sullo smussamento degli angoli, togliendo dove si eccede e aggiungendo quando qualcosa suona “nuovo”.
Certo, forse ci sarà ancora un po’ da lavorare ma Davide è giovane e brillante. E se a 21 anni ha fatto passi come questo disco, forse possiamo cominciare a usare la parola “genio” senza troppi timori.

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