pepper_canteenLPEtichetta: Warner
Tracce: 17 – Durata: 75:11
Genere: Pop Rock
Sito: redhotchilipeppers.com
Voto: 7/10

E insomma la leggenda narra che, con il ritorno nel team tanto di Jack Frusciante che di Rick Rubin, si sia accesa nei Red Hot Chili Peppers una fiamma creativa incontenibile. E sembra davvero così perché le canzoni di Return Of The Dream Canteen sono dichiaratamente provenienti dalle session di Unlimited Love (uscito solo pochi mesi fa) e rimaste fuori dalla scaletta per ragioni che, ora che possiamo ascoltarle, appaiono davvero incredibili.
Non che qui ci sia nulla di particolarmente sconvolgente ma, senza alcun dubbio, queste diciassette canzoni sembrano non avere nulla da invidiare a quelle incluse nell’uscita precedente ed, anzi, in alcuni casi, sembrano rispondere maggiormente alle smanie di quella parte di pubblico che chiede a gran voce ai Peppers di tornare alle sonorità funk più asciutte degli esordi.
Il quartetto qui è in ottima forma, un brano come Fake as Fu@k contiene tutti gli ingredienti per infiammare il cuore degli affezionati della prima ora, Handful invece è una ballad dai tratti vagamente beatlesiani che accontenta chi preferisce l’aspetto più pop del gruppo. E poi c’è Carry Me Home che sfodera un gusto blues rock anni ’70 mitigato solo dalla delicatezza con cui Anthony Kieldis affronta la parte vocale.
Arrangiamenti belli dritti e senza fronzoli, con un gigantesco Flea (che occasionalmente si cimenta alla tromba con un’efficacia sorprendente) sempre in gran simbiosi con Chad Smith e un Frusciante talmente in stato di grazia da lanciarsi perfino nelle peripezie tecniche richieste dall’accorato omaggio che la band ha voluto fare al compianto Eddie Van Halen (Eddie).
Insomma, se è vero che questo è un disco di scarti, verrebbe da chiedere ai Peppers di lavorare sempre in questo modo perché, al netto di un minutaggio un po’ eccessivo (visto che il gioco era stato quello di selezionare, si poteva fare anche qui togliendo un paio di riempitivi), Return Of The Dream Canteen è un disco davvero impressionante e per niente scontato che riesce a imporsi in modo sfaccettato e scintillante come uno dei migliori di una discografia inaugurata la bellezza di quasi 40 anni.

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