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Guano Padano: anteprima disco nuovo

Titolo semplice e inequivocabile: 2 è il nuovo album dei Guano Padano, in uscita il 31 marzo prossimo su Tremoloa Records (CD) e Tannen Records (LP) (qui la copertina).
Anticipato da un singolo rilasciato solamente in vinile a 45 giri, ed uscito lo scorso autunno (questo), 2 si preannuncia come un lavoro divertente, nel quale il trio (DeRossi, Gallo e Stefana) continua a farci apprezzare la passione per la score music dei tempi che furono, tra spy guitar, tremolo, riverbero a molla, whistle e banjo.
Anche stavolta, come nel primo capitolo, ci saranno parecchi ospiti illustri e i nomi sono davvero da capogiro: Chris Speed, Mike Patton, Marc Ribot, solo per citare i primi tre…
Avremo modo di parlarne dopo l’uscita del disco. Per il momento dobbiamo accontentarci di un piccolo assaggio gentilmente offerto dalla ditta attraverso le pagine di Rockit.
Il brano si intitola One Man Bank e, come si dice, se il buon giorno si vede dal mattino… quello che ci aspetta sarà un gran disco.
QUI

Mingle | Masks

Etichetta: Tannen Records
Tracce: 10 – Durata: 47:34
Voto: 7/10

Mingle è il moniker dietro il quale lavora in solitaria Andrea Gastaldello, tastierista mantovano autore di musica particolarmente suggestiva con la quale cerca (e trova) il modo di esprimere una naturale via intimista e rassicurante da contrapporre all’attività che lo coinvolge nell’organico funk-jazz-rock dei DeCurtis.
Gastaldello, sotto le spoglie di Mingle, produce lavori di elettronica minimale, capaci di evocare tanto gli storici espedienti di Brian Eno quanto le leggere aperture electro-pop degli anni 80. Ciò succede senza mai che i riferimenti prendano troppo piede lasciando che i possibili richiami a Alva Noto o Christian Fennesz cadano nel vuoto, proponendo qualcosa di personale e diverso.
Masks è il suo secondo album, ad un anno di distanza da Movements, e mette un interessante tassello nell’universo dell’elettronica di casa nostra. Continua a leggere…

Fard-Rock Classic: Amore e non amore

Artista: Lucio Battisti
Etichetta: Dischi Ricordi
Anno: 1971

Sebbene nella discografia ufficiale di Lucio Battisti ci siano prima altri due LP, Amore e non amore è in realtà il suo primo disco inedito. Si tratta del primo lavoro concepito e realizzato per diventare un album, anziché una raccolta di 45 giri come era successo fino ad allora.
A voler essere pignoli, questo sarebbe dovuto essere il secondo disco ma poi la casa discografica (Dischi Ricordi) preferì licenziare prima una nuova collezione di singoli (Emozioni) e ritardare l’uscita di Amore e non amore di qualche mese. A guardare i numeri di catalogo, in effetti, quello di Emozioni è superiore a quello del suo successore.
Data la passione di Battisti per la musica progressive e per certe divagazioni britanniche del verbo del blues, il disco venne concepito come un’unica opera dove, a fianco di canzoni dalla struttura consueta, apparivano anche alcune composizioni strumentali. Led Zeppelin e Joe Cocker dovevano essere sicuramente tra gli ascolti preferiti di quel momento dacché un paio di brani del disco risentono moltissimo della loro influenza: Una è una sorta di parafrasi della versione di Cocker di Whit a Little Help From my Friends, mentre Se la mia pelle vuoi, ha un incalzare tipico dell’hard blues di Page & Plant.
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Well done, Sir.

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Metallica: tour celebrativo per i vent’anni del disco nero

Dunque, di dischi non se ne vendono più, così la moda delle DeLuxe Edition non è più tanto remunerativa. Un pochettino meglio vanno le ristampe Anniversary, magari corredate da qualche bella copertina gigante, con ingombranti scatole di cartone arricchite da diorama e chissa quale altra diavoleria.
Sicuramente la cosa più redditizia è il tour celebrativo. Senza bisogno di coinvolgere le case discografiche che, nella peggiore delle ipotesi dovranno ristampare un centinaio di copie dei dischi vecchi, oggi va di moda festeggiare gli anniversari con tour dedicati ad un disco in particolare.
La scorsa settimana ho parlato del ventennale di It’s a Shama About Ray di The Lemonheads ed oggi, ecco la notizia dell’inevitabile Anniversary Tour dei Metallica in vena di clebrare il loro album più famoso, l’epigono album del 1991, meglio noto come The Black Album per via della copertina (praticamente) tutta nera.
Del disco non sto a parlare dal momento che gli avevo già dedicato una puntata di Fard-Rock Classic e faccio prima a mandarvi alla lettura di quel post (QUI), però posso aggiornare chi ancora non lo sapesse riguardo il tour che, contrariamente a quanto annunciato inizialmente, prevederà anche una (unica) data italiana. Continua a leggere…

The Freaky Mermaids | Moonshine Once Betrayed me

Etichetta: Quasi Mono
Tracce: 10 – Durata: 39:16
Voto: 7/10

Chiedo scusa per questa recensione che arriva con imperdonabile ritardo da parte mia. Il disco è uscito nel febbraio dello scorso anno ma come spesso accade, talvolta a sfuggire sono le cose più interessanti.
The Freaky Mermaids è un gineceo musical artistoide che ama definirsi Teathrical Folk, e che si muove sulla falsariga di esempi stranieri come Amanda Plummer o le sorelle Casady ma che, fortunatamente, suona in maniera decisamente più rassicurante, tra rimandi al country & western, al jazz tradizionale e al vaudeville.
Il loro nuovo lavoro, Moonshine Once Betrayed me, esce su dischi Quasi Mono ed è una mosca bianca nel panorama della nostra musica indipendente. Solo per questo meriterebbe il nostro sostegno.
Non è facile, suppongo, proporre qualcosa di così diametralmente diverso da tutto quello che si sente nell’underground italiano. Canzoni come Paso Doble, A Rabbit’s Tale o Oh, What You’ve Done to me!, incantano per eleganza e mettono in evidenza la profonda conoscenza della materia trattata da parte delle quattro sirene che, per dovere di cronaca, sono Ombretta Ghidini (già Le man avec les lunettes), Giorgia Poli (già Scisma), Laura Mantovi e Stefania Moratti.
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The Lemonheads | It’s a Shame About Ray 20th Anniversary Live

It’s a Shame About Ray è il sesto album di The Lemonheads uscito nel 1992 in un momento in cui la band di Evan Dando viveva il pieno del suo potenziale artistico e commerciale. L’industria si stava accogendo di loro e con essa anche Hollywood che dimostrò il suo apprezzamento dapprima commissionando alla band una nuova versione di Mrs.Robinson di Simon & Garfunkel per sostenere il ritorno sugli schermi del classico di Mike Nichols, Il Laureato, di cui fu colonna sonora nella versione originale del 1967, e in seguitò convocando il leader per un cameo nel film Giovani, carini e disoccupati (Reality Bites) nel 1993.
Ebbene, per festeggiare il ventesimo anniversario del loro album più acclamato, Evan Dando, Juliana Hatfield e David Ryan hanno pensato a un concerto speciale, da portare in un tour mondiale, durante il quale eseguiranno l’intero album, dall’inizio alla fine, con i brani nella sequenza esatta riportata nella tracklist del disco, inclusa Mrs.Robinson in coda, sebbene non facesse parte dell’album originale ma solo della riedizione del 1993.
E’ prevista una tappa italiana, Continua a leggere…

AA.VV. + Enrico Ruggeri | Le canzoni ai testimoni

Etichetta: Universal
Tracce: 14 – Durata: 50: 23
Voto: 6/10

Esce ufficialmente il prossimo 24 gennaio Le Canzoni ai testimoni, un tributo all’opera di Enrico Ruggeri firmato da alcuni nomi del rock italiano (Serpenti, Africa Unite, Linea 77, Vanilla Sky, The Fire, Diego Mancino, Marta sui tubi e altri) con qualche presenza più marcatamente mainstream (Boosta, L’Aura,  e l’inevitabile Andrea Mirò).
Sì, non avete torto, l’operazione somiglia a Registrazioni Moderne di Antonella Ruggiero e, volendo, si ritrova anche ad avere lo stesso compito: rigenerare una carriera (più o meno) impallidita facendo al contempo un buon servizio alla musica (più o meno) giovane.
Non ho ben capito quanto c’entri Ruggeri nel progetto, se ne sia l’artefice oppure se sia stato coinvolto dalla Universal in corso d’opera. Di certo gli è piaciuto e nel suo sito ufficiale scrive un chiaro ringraziamento (Un disco che mi rende orgoglioso. Un gesto di amicizia e ammirazione e tanti incontri che mi hanno arricchito umanamente ed artisticamente…).
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Muleta | La Nausea

Etichetta: Black Nutria
Tracce: 8 – Durata: 20:45
Voto: 7/10

Un EP di stampo rock, l’esordio dei veneti Muleta sul prestigioso marchio Black Nutria e sotto l’egida di Giorgio Canali, direttore delle registrazioni effettuate a Bassano del Grappa durante il 2011.
Le sonorità sono ben assestate sul rock più appuntito della nuova scena italiana ma si concede anche qualche virata verso quello più mainstream di Ligabue, ommeglio di quello che potrebbe essere il rock del Lucianone di Correggio, se solo fosse più libero d esprimersi (Carmine). 
L’impianto è tra i più classici: chitarre elettriche ed acustiche, batteria e basso, con una spruzzatina di armonica, per un breve disco fatto di brevi canzoni sparate come proiettili e pronte per accendere dei live set che promettono fuochi e fiamme.
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Calexico | Selection From Road Atlas (1998 – 2011)

Etichetta: City Slang
Tracce: 16 – Durata: 52:33
Voto: 7/10

Selections From Road Atlas (1998 – 2011), come si evince dal titolo è una raccolta ottenuta spulciando i brani contenuti in Raod Atlas, cofanetto uscito lo scorso anno che contiene tutte le pubblicazioni laterali dei Calexico.
Per chi non lo sapesse, la band di Tucson, oltre alla regolare discografia, contempla anche un nutrito numero di uscite discografiche indipendenti preparate esclusivamente per i fans. Sono dischi (in origine CD) che escono in concomitanza con ogni tour e che vengono venduti solo ai concerti (e in tempi recenti anche attraverso il sito ufficiale). Come dicevo, lo scorso anno la City Slang (l’etichetta che si occupa delle uscite ufficiali dei Calexico) ha chiesto ed ottenuto di ripubblicare l’intera raccolta di album in uno speciale cofanetto che, su richiesta stessa di Burns e Convertino, mantiene la sua aura di esclusività e prestigio, uscendo solamente in vinile, con gli otto famosi tour-album per la prima volta in versione LP.
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Orecchini


No, tranquilli, il titolo non vi allarmi: non ho deciso di bucare i lobi, ho solo deciso, con un raro post domenicale, di segnalare alle lettrici di fard-rock (ma anche ai lettori, eh?), l’iniziativa della mia amica Nicoletta che, per festeggiare il compleanno della sua fortunata attività di orecchinista, indice un piccolo gioco a premi.

Cliccate QUI e scoprite come fare a vincere.
:-)

Ani DiFranco | ¿Which Side Are You on?

Etichetta: Righteous Babe
Tracce: 12 – Durata: 52:47
Voto: 7/10

Artista di culto, adorata da un pubblico di appassionati disposti a seguirla in scorribande discografiche anche eccessive, Ani DiFranco pubblica un nuovo disco dopo un comprensibile periodo di silenzio durato circa tre anni e rotto in questi giorni proprio con la pubblicazione di  ¿Which Side Are You on?.
La prima cosa che viene da pensare è il fatto che un po’ di pausa, un periodo di ristoro, fossero proprio quello che ci voleva affinché Ani riacquistasse un po’ di vena creativa, di fatto il disco è davvero al di sopra delle aspettative con atmosfere al solito incrocio tra jazz e country-folk che, mai come questa volta, fanno venire alla mente periodi gloriosi e nomi illustri che cominciano con quello di Joni Mitchell. Tutte le canzoni del disco riescono ad assumere toni placidi e rassicuranti con punte di autentica emozione nel numero di apertura (Life Boat), nelle divagazioni romantiche di Mariachi, nei toni caraibici di J, nell’elegante incedere di Promiscuity e nel blues politico e spiazzante di Amendment.
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Van Halen | Tattoo (single)

E alla fine, dopo averne parlato e riparlato, dopo averci provato (già nel 96), dopo aver (di nuovo) litigato e fatto pace e bla bla bla… i Van Halen hanno ripreso in seno il vecchio David Lee Roth.
La notizia è nota da qualche anno, da quando le condizioni di salute di Eddie gli hanno permesso di rimettere in piedi la band e ricominciare a suonare, chiamando a corte anche lo storico cantante.
Ma le novità non finiscono perché, a distanza di quattordici anni  dall’ultimo episodio discografico (Van Halen III del 1998, l’unico inciso con la voce di Gary Cherone), esce un nuovo album di inediti della band.

Eppure… assieme al giubilo dei fan della prima ora per il ritorno in scena di Diamond Dave, c’è anche un po’ di delusione per la dipartita di Michael Anthony, lo storico bassista, uscito dalla band dopo un clamoroso litigio con Eddie. Al posto suo entra un terzo membro della famiglia Van Halen, si tratta di Wolfgang “Wolfie” Willie Van Halen, figlio di Eddie e dell’attrice Valerie Bertinelli.
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Cassette: revival & flop

Quest’anno si festeggia il cinquantesimo compleanno della musicassetta che, sebbene sia stata messa in commercio per la prima volta nel 1963, prende vita ufficialmente nel 1962 negli stabilimenti olandesi della Philips. 
Non so se dipenda da questo anniversario ma dopo essere più o meno scomparse, negli ultimi tempi le musicassette hanno fatto un pallido rientro sulle scene. Qualcuno deve aver pensato che, dato il successo (sia pure di nicchia) riservato al ritorno del disco in vinile, si potesse sperare di far godere della stessa gloria anche questo ameno formato.
Con tutta la simpatica che ho provato (e provo) per le cassette, devo dire che per me sono sempre state un prodotto di Serie B, buone per farci le compilation da ascoltare in macchina o nel walkman ma assurde per contenere dischi originali, che all’epoca venivano venduti allo stesso prezzo di un LP.
E come me devono pensarla in molti  perché, nonostante sulla scena indie mondiale lo scorso anno siano apparsi numerosi titoli anche nella versione K7, la società di rilevazioni statunitense Nielsen SoundScan ha valutato che la quantità di nastri venduti nel corso del 2011 è stimabile attorno allo zero. Continua a leggere…

Lorenzo Fragiacomo | Miti Caffè

Etichetta: Dischi Mitici
Tracce: 10 – Durata: 31:41
Voto: 7/10

Lorenzo Fragiacomo, per chi segue la musica indipendente del nostro Paese, è una vecchia conoscenza. Prime Mover della scena SKA italiana con gli Spy Eye, in seguito balzato ad un pop-rock più raffinato con The Magikal Fishing Family e più tardi con The Butterfly Collectors è un musicista triestino che si definisce Mod e che, come per il modfather inglese Paul Weller, si diverte a lasciarsi andare in stili e sonorità provenienti da mondi principalmente legati al modernismo, all’eleganza e a quell’amore tutto british per certo jazz, certo soul e per il più raffinato easy listening.
Il suo nuovo disco, il primo vero e proprio album inciso a suo nome, si intitola Miti Caffè e, così, solo per fare qualche nome che mette subito in chiaro la faccenda, ecco quelli di Burt Bacharach, The Style Council e Sade ma anche il primo Sergio Caputo, un velo di Pino D’Angiò (La fine del mondo, Crossfingers), certi Montefiori Cocktail e, con anche un pizzico di presunzione, un accenno a Juan Tizol, via Duke Ellington (l’ottima Magic 39).
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