spiro-nell_ecosistema-frontEtichetta: AR Recordings
Tracce: 9 – Durata: 50:23
Genere: Pop Rock
Sito: Facebook
Voto: 7/10

Il brano che apre il disco, Fiore di loto, è tutto fuorché una canzone gigiona, di quelle, per intenderci che si scelgono di proposito per incuriosire e tenerci incollati al giradischi. Spiro nell’ecosistema si apre in maniera tutt’altro che facile, con una ballata rigida, verbosa e intensa che, in totale controtendenza rispetto a quanto detto fino a qui, riesce lo setsso nel compito arduo dell’opening track, lasciando l’ascoltatore in uno stato di intensa curiosità. Perché Slow Wave Sleep riescono a esprimersi con un linguaggio delicatamente retrò, senza mai calcare la mano ma offrendosi anima e corpo a quella intenzione narrativa che ha fatto la storia della canzone d’autore del nostro Paese, intrisa di orpelli prog, di visioni oniriche e di aperture melodiche degne delle grandi produzioni del passato.
La band impianta il lavoro sulla narrazione di un personaggio fittizio (Réfles) che mette in musica le emozioni privandosi del suo aspetto antropomorfo, utilizzando unicamente la sua coscienza e il flusso costante delle sensazioni. Provoca, si mette in discussione, si interroga e raramente si da delle risposte.
Musicalmente si esprime attraverso arrangiamenti raffinatissimi, che piluccano da ogni parte purché sia prestigiosa, dal jazz rock più acceso dei King Crimson di mezzo al folk più sanguigno, combinando cambi di registro e di tempo con la noncuranza di chi vuole disorientare unicamente per condurci nel sentiero della nostra coscienza.
Storie di personaggi inseriti in una narrazione senza soluzione di continuità, per un’opera rock che ha bisogno di essere consumata per intero, con recitativi, ballate e romanze di estremo fascino.