hoodoocotgEtichetta: Big Time
Tracce: 14 – Durata: 49:58
Genere: Rock
Sito: hoodoogurus.net 
Voto: 7/10

Forse non ha niente da aggiungere alla storica discografia degli australiani Hoodoo Gurus ma sicuramente Chariots of The Gods, è un disco onesto, diretto a chi ama il rock sanguigno, suonato col cuore e con le chitarre.
Dave Faulkner è sempre il motore che muove la band (che non è, se non lo sapete, la stessa della prima fase) e riesce a metterci sempre una firma ben leggibile, perché sebbene la musica degli Hoodoo Gurus non sia proprio l’immagine dell’avanguardia, appare sempre ben riconoscibile.
Il nuovo disco (terzo con questa line up e decimo in totale) arriva a 12 anni dal precedente ed è piacevolmente retrò, sicuramente destinato al pubblico di appassionati e a vecchi fans, desiderosi di rivedere i Gurus in concerto arricchiti da una manciata di nuove canzoni perfette per adattarsi alla scaletta di classici, ma anche sufficientemente frizzante per stuzzicare l’interesse del pubblico più giovane che, se saprà entusiasmarsi per questi 14 nuovi numeri, potrà gioire nella scoperta di un pregresso altrettanto brillante.
Le caratteristiche sono quelle di sempre, grande mestiere, testi che si fanno canticchiare e quella giusta dose di melodia che non guasta mai.
Non è un capolavoro scolpito nella pietra ma sicuramente è un album che mette la voglia di alzare il volume per lanciarsi in acrobatici esercizi di air-guitar.
Se vi manca il suono ben dosato dei distorsori, questo è il disco che fa per voi.
Prodotto da Faulkner con la complicità percettibile di un riconoscibilissimo Wayne Connolly, Chariots of The Gods esce in CD e in una edizione speciale su doppio LP con ben tre brani extra: Hung Out to Dry, uscita nel 2020 come B-Side del singolo Get Out of Dodge -qui incluso- più le cover di Obviously Five Believers di Bob Dylan e di quella I Wanna be Your Man che Lennon e McCartney cedettero ai rivali Rolling Stones nel 1963.