Etichetta: NeverLab
Tracce: 11 – Durata: 36:22
Genere: Pop, Cantautori
Voto: 8/10

Si chiama Alessandro ma si fa chiamare Alia. Talvolta mette un accento sulla prima A, per condurci nell’esatta pronuncia. Un’accortezza che tra qualche tempo, quando il suo nome avrà ottenuto il risalto che merita, non ci sarà più bisogno di avere. Sì, perché Alia, nel suo esordio intitolato Asteroidi, ci mette qualcosa che mi è sempre sembrata la componente fondamentale a convincermi a proseguire nell’ascolto: la personalità. Alia mette nel disco tutte le sue passioni, ci si sente un po’ di “New Wave Italiana” anni ’80, da Battiato a Gino D’Eliso (Cats, Asteroidi)…), qualche divagazione latin jazz (Goldie Hawn) e perfino certe declinazioni al miglior Lucio Battisti (Bouquet, nella versione “Vesta Version” posta in coda come bonus) ma, in generale, riesce sempre a declinare il verbo in suo favore.
Su tutto appare un ottimo gusto per il suono generale, condotto in modo che non ci siano eccessi o sfrenatezze inutilmente invadenti. Pare sempre che Alessandro punti a mettersi in disparte rispetto alle sue canzoni che, se hanno una qualità sulle altre, è proprio quella di essere tali: canzoni, così come dovrebbero essere sempre, fatte di musica e parole ben congegnate, perfette assieme e capaci di trasmettere un’emozione. Brani che esulano dal concetto di arrangiamento (sebbene gli arrangiamenti siano tutti deliziosi) e che reggerebbero allo stesso modo anche se Alia venisse in tinello da noi a strimpellarceli con la chitarra. 

Scritto tutto da Alia in prima persona, con due eccezioni (La sicurezza degli oggetti e Asteroidi) in cui ha collaborato Giuliano Dottori che, per il resto si occupa della produzione di sala.
Collaboratori eccellenti fanno apparizioni misurate e Cesare Malfatti, che suona la chitarra su Goldie Hawn, ci mette l’eleganza che il pezzo richiede, così come Raffaella Destefano, che fa i controcanti in Cats, cerca di non invadere troppo il campo della voce principale, restando in disparte a fare qualche succoso abbellimento.
Un disco elegante, vagamente d’altri tempi, che ci mostra un cantautore florido e capace, che riesce a mettere nelle canzoni un ingrediente invadente come se stesso ma senza riempirle troppo. In generale, e di questo lo si ringrazia, lascia sempre un posticino per farci entrare e sentirci i benvenuti.
Asteroidi esce il 18 novembre. Nel frattempo un assaggio è offerto da Bandcamp e un altro da YouTube.

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