oochyaCDEtichetta: Stylus / Ignition
Tracce: 15 – Durata: 64:12
Genere: Pop Rock
Sito: stereophonics.com
Voto: 6/10

Il progetto iniziale prevedeva una compilation celebrativa dei primi 25 anni di attività degli Stereophonics ma, mentre Kelly Jones si era messo al lavoro per selezionare i brani che meglio rappresentassero la storia passata, sono emersi abbozzi e demo di canzoni mai rese ufficiali che sono diventati l’ossatura perfetta di un progetto tutto nuovo che accedesse comunque al passato ma con l’occhio e la tecnica del presente. Oochya! (il titolo si riferisce a un buffo codice dei membri della band che significa: “Ok, facciamolo!”) è un disco che, al netto di qualche evitabile eccesso, fa davvero il mestiere che si prefigge, cioè tracciare un ritratto degli Stereophonics con il pregio di apparire fresco e immediato grazie all’idea di concentrare il lavoro di scrittura, arrangiamento, registrazione e produzione nell’arco di una decina di giorni per un risultato istintivo, fresco e frizzante.
Poi, certo, un’ora abbondante di informazioni, di canzoni, sia pure pop e leggere, è una dimensione eccessiva. Non gioca a favore di un album un minutaggio così alto, soprattutto quando durante l’ascolto si individuano spesso numeri quantomeno trascurabili.
Ciò detto, fa piacere sentire Stereophonics tornare a sonorità così spiccatamente rock ed è anche divertente riconoscere le molte palesi, se non dichiarate, muse ispiratrici chiamate in causa.
Se è vero che Hanging On Your Hinges ricorda il sound texano di ZZ Top la band non ha fatto nulla per nasconderlo e Jones ha detto chiaramente di averla scritta con le barbe più famose del rock in testa. Lo stesso, se  Right Place in Time è una specie di parafrasi del metodo compositivo del Bob Dylan degli anni ’60, il video della canzone cita esplicitamente quello storico di Subterranean Homestic Blues in modo che non ci siano fraintendimenti di nessun genere (nonostante la citazione dei “cartelli” abbia -a dirla tutta- un po’ stufato).
Pur essendo un prodotto di routine e con poca ambizione, la cifra della band gallese è sempre ben distinguibile e i mille rimandi riescono a combinarsi alla perfezione a un pacchetto musicale rispettabile e confezionato per un più che dignitoso diporto.
Oochya! fa la sua decorosa figura in quell’ascolto distratto e da sottofondo che non richiede particolare dedizione; questo per dire che non passerà certo alla storia per guizzi innovativi ma, di sicuro, procurerà al set live il rinnovamento necessario a rendere frizzante il repertorio che la band ha già cominciato a portare in giro in un tour dalle date serratissime che – certe indiscrezioni segnalano – arriverà presto anche in Italia.