nenehversionsEtichetta: EMI
Tracce: 10 – Durata: 40:40
Genere: Pop, R&B
Sito: nenehcherry.co.uk 
Voto: 7/10

Neanche Neneh Cherry si sottrae al rito dell’album di rework e lo fa coinvolgendo un notevole numero di colleghe provenienti da aree diverse, sebbene la maggior parte sia ascritta nel registro de Rhythm & Blues. E questo è un peccato perché forse si poteva azzardare un po’, cercando in ambiti più lontani da quella che per Cherry è senza dubbio una comfort-zone.
Ciò detto, la nuova Buffalo Stance addizionata dallo swedish touch di Robyn e Mapei e la produzione urban di Blood Orange funziona molto bene.
Manchild appare in due versioni e, se quella affidata a Sia mantiene piuttosto fedelmente il mood dell’originale, l’altra, più stralunata, curata dalla violoncellista Kelsey Lu riesce a dare un tocco di contemporaneità molto efficace.
Due anche le versioni di Buddy X che si differenziano una dall’altra per diverse attitudini, lasciando che quella nu-soul guidata dall’inglesissima  Greentea Peng faccia da contraltare a quella so-nineties del remix di Honey Dijon.
Jamila Woods su Kootchi  e TYSON su Sassy tradiscono la passione per Erykah Badu e Jill Scott conferendo ai brani il tipico groove jazz-soul di quelle due giganti muse. La violinista Sudan Archives aggiunge un sapore nuovo a Heart e Seinabo Sey si fa notare per una timbrica vocale strepitosa che ben si adatta alla sua rilettura di Kisses on The Wind.
Insomma, per celebrare un passato a cui molti artisti della scena attuale devono moltissimo, Cherry si muove nel suo repertorio dando voce a molte colleghe, dichiarando in modo silente anche la sua vicinanza a questioni che ancora tutt’oggi riguardano le donne.
A fare davvero la differenza nella scaletta di The Versions arriva però la straordinaria rilettura di Woman ad opera di ANOHNI che, con la complicità di Doveman, riesce a riportare il blues di Cherry su intenzioni più rurali servendosi di un linguaggio futuristico e robotico. Sembra un controsenso ma… è formidabile.