OctobasseNel blog di Mauro Graziani ho visto qualche tempo fa questa bellissima fotografia e mi ha stregato.
Con stupore ho appreso che la bambina in fianco non era particolarmente piccola e che non c’erano trucchi fotografici. Lo strumento rappresentato è davvero gigantesco. E’ alto più di quattro metri e si chiama Octobasse (o Ottobasso) ed è stato inventato da un liutaio parigino (J.B.Vuillaume) a metà del 1800. Qualche tempo dopo ne ho visto un esemplare vero e proprio ad una mostra di strumenti antichi a Palazzo Venezia di Roma. Vederlo dal vivo è stato incredibile! Enorme e imponente oltre che curioso e interessante.
Wagner e Berlioz, tra gli altri, lo inserirono in molte composizioni ma lo strumento cadde presto in disuso per motivi che sembrano strani quanto evidenti. Non è da escludere che uno di questi motivi fosse da ricondurre all’estensione sulle note gravi non così diversa da quella di un normale e più “pratico” contrabbasso.
Leggo dal sito ufficiale dell’Octobasse che “Stranamente i musicologi dell’epoca identificarono la nota più bassa prodotta dallo strumento di Vuillaume come il Do a 32,7 hertz. Ciò significa che l’estensione verso la regione sonora grave propria all’octobasse sembrava più ampia solo di una terza rispetto a quella del normale contrabbasso d’orchestra.

Dal momento che non l’avevo mai visto in azione, mi ero lasciato andare alla curiosità per scoprire l’incredibile “meccanismo” che permette di suonare questo enorme strumento.
Giacché arrivare al manico (così come per suonare il contrabbasso, per intendeci) sarebbe piuttosto difficile, l’ottobasso è corredato, sulla spalla sinistra, di sette leve collegate ad altrettanti tasti che aiutano lo strumentista ad esercitare la robusta pressione sulle corde.
Vedete qui in fianco un dettaglio fotgrafato su un esemplare costruito di recente dal Maestro liutaio Pierre Bohr per uno dei pochissimi strumentisti che attualmente lo usano. E’ italiano e si chiama Nicola Moneta, autore anche del sito ufficiale dell’Octobasse di cui sopra.
Sotto una sua foto con lo strumento.

Inoltre, sempre sul blog di Mauro nei commenti al post in questione, c’è anche un elenco di brani nei quali è possibile ascoltare L’ottobasso. Se qualcuno fosse incuriosito quanto me, quel vecchio post lo trovate QUI.

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