manuel_ama_cdEtichetta: Island
Tracce: 10 – Durata: 36:39
Genere: Pop Rock
Sito: Instagram
Voto: 7/10

Alla prima prova discografica, ampiamente anticipata da alcuni singoli, Manuel Agnelli intraprende il percorso solista con un album che, per certi versi, prosegue il discorso iniziato con Folfiri e Folfox.
Prediligendo caratteristiche cantautorali, smaniose di emanciparsi da certe sregolatezze giovanili, Ama il prossimo tuo come te stesso è realizzato in quasi totale autonomia da Agnelli che si circonda, alla bisogna, di alcuni collaboratori, alcuni già attivi nell’ultima formazione degli Afterhours come l’inevitabile Rodrigo D’erasmo e il batterista Fabio Rondanini. A sorpresa compare anche Lorenzo Olgiati che degli After ha fatto parte nella storica prima formazione e, un po’ meno a sorpresa, Frankie e DD dei Little Pieces of Marmalade, chiamati per dare seguito alla promessa fatta in diretta TV al momento della loro eliminazione a X Factor.
Scritto in un periodo di tempo piuttosto ampio che include pandemia e lockdown, il disco risente un po’ della solitudine di un autore che in alcuni casi sembra spaesato nella necessità di ritrovare un metodo e una linea. Da dire che, quando la penna di Manuel trova il giusto guizzo, anche la solitudine diventa funzionale alla creatività e un brano come Milano con la peste arriva a mettere tutto a posto. Un brano destinato a restare tra i classici della nostra canzone, perfetto per mandare ai posteri il senso di isolamento e solitudine di momenti segnanti di chi, non potendo muoversi, ha dovuto sacrificare perfino i sentimenti.
In linea generale, le ballad che Agnelli scrive al pianoforte, sembrano le più a fuoco mentre, per assurdo che possa sembrare, i pezzi più acidi e rock (Severodonetsk, Signorina Mani Avanti) al netto di liriche sembre ben assestate, appaiono meno ispirati. Vicina al Lucio Battisti periodo 1972/1974 è Lo Sposo sulla torta, con tanto di voce femminile, accrediatata a una certa Vaselyn Kandinsky attorno alla quale c’è un alone di mistero.
In linea generale, dunque, è la deriva orchestrale della title track, della già nota Pam Pum Pam, di Milano con la peste o dell’opening Tra mille anni, mille anni fa, quella che appare come la più logica per il primo primo passo in solitaria di Manuel Agnelli che si conferma come di uno dei nostri più illustri autori di canzoni anche quando è evidente un certo comprensibile smarrimento.

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