Etichetta: Ala Bianca
Tracce: 9 – Durata: 36:36
Genere: Pop Rock
Sito: marlenekuntz.com
Voto: 8/10

Con la co-produzione di Taketo Gohara, l’undicesimo album dei Marlene Kuntz arriva con parecchie novità. La principale e più “dolorosa” è senz’altro quella che non ci fa trovare il nome di Luca Bergia dopo che i suoi problemi di salute l’hanno costretto cedere le bacchette a Sergio Carnevale (Bluvertigo, Baustelle, Max Pezzali…) il quale, a dire il vero, esegue un lavoro eccellente su un album a lui talmente congeniale da immaginare che il suo ruolo sia andato ben oltre quello del turnista.MK_KC_CD
Tesio e Godano, dunque, rimettono in piedi la loro storica creatura per un progetto del tutto nuovo che, come il titolo Karma Clima lascia intuire, si aggira tra tematiche mistico-ambientali sui binari dell’arte creativa e performante.
L’aver lavorato con Nick Cave ha lasciato un segno indelebile nella creatività dei MK che qui spingono sul pedale della sperimentazione pressoché allo stesso modo in cui lo sta facendo il musicista australiano, connotando le strutture armoniche con una densa stratificazione, privilegiando il suono e dedicandosi alla produzione con dovizia e precisione.
Nell’esigenza di sensibilizzare il pubblico su tematiche ecologiste, la band ha scelto di registrare all’interno di alcune residenze artistiche da preservare, situate in aree di rilievo sociale del cuneese (Ostana, Piozzo e la Borgata Paraloup di Rittana) per un risultato che è un concept-album compatto e rigoroso finanche nella sua lavorazione.
Marlene Kuntz riescono a dare un senso efficace e logico al percorso fatto fino ad oggi, affidandosi a una scrittura elegante e a composizioni stratificate e moderne. Il brano di apertura, La fuga, è forse uno dei migliori tra tutti quelli incisi dal gruppo, per come è scritta, eseguita e prodotta. Ha una linearità efficace ed emozionante che unisce il grido di disappunto del testo a un incedere melodico di alto prestigio, tra rumori ambientali, chitarre elettriche distorte, sequencer e ritmi elettronici stupendamente collegati alla voce di Godano. Efficacissima anche Elisa, chiamata per un cameo nel finale di Laica preghiera, che mette in campo la sua bellissima voce in un ruolo arcano e magico.
Più in generale, l’album apre strade quasi subliminali che perlustrano universi intimi attraverso i concetti ambientali e le preoccupazioni per i cambiamenti climatici risultando musicalmente denso, solido, poco rock e con un sedimento poetico equilibrato, adulto e magnificamente autografo.

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